ODISSI A ROMA

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"POESIA VISIVA"
Dimostrazione-Spettacolo 
di danza classica Odissi
a cura di Marialuisa Sales
Letture e poesia: Neriene - Ingresso libero

GIOVEDì 16 FEBBRAIO 2017, ORE 17
FRASCATI - Vi Giacomo Matteotti 32
info: orchestes@gmail.com

“LA POESIA DIVIENE DANZA”
SPETTACOLO DI DANZA CLASSICA DELL’INDIA
La danza classica dell’India viene definita dalla critica “Visual Poetry” (Poesia Visiva) proprio per la sua peculiarità di trasporre perfettamente i testi poetici classici in un complesso linguaggio gestuale codificato dalla trattatistica classica. Lo spettacolo presenterà un estratto dal repertorio tradizionale accompagnando le danze con spiegazioni approfondite degli aspetti rituali e mitologici. In omaggio alla città di Frascati la danzatrice eseguirà brani dedicati alla divinità dell’ebbrezza (Shiva), alla Signora dei Boschi e delle Foreste (la dea tantrica Matangi).


MARIALUISA SALES - www.danzaroma.org - Danzatrice di formazione classica, professore di ruolo e presidente dell’Associazione Culturale Orchestés di Roma. Specializzata in produzioni di alto profilo culturale e pedagogico, ha danzato - fra i tanti - per il Teatro dell’Opera Nazionale di Bucarest e per importanti istituzioni museali tra cui il Museo MART di Rovereto, il Museo Nazionale D’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci", il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico Luigi Pigorini, il Museo delle Arti del XXI Secolo MAXXI, per l'Università La Sapienza, l'Università degli Studi di Roma Tre, l'Università degli Studi di Catania e per i prestigiosi siti archeologici del Tempio di Ercole al Foro Boario e delle Domus Romane del Celio. È autrice di pubblicazioni sulla danza e diplomata presso la formazione Triennale di Movimento Creativo, metodo Garcia-Plevin. Dopo un lungo percorso di oltre sedici anni nella danza classica bharatanatyam (stile di Pandanallur) - e da sempre appassionata delle tematiche connesse ai culti shakta - ha appreso il repertorio Odissi (stile di Debprasad Das) secondo la pedagogia tradizionale, in un rapporto individuale maestro-allievo presso la città-tempio di Puri in India. 

LA DANZA CLASSICA DELL’INDIA
Nel più antico trattato indù di danza e drammaturgia - Natya Sastra - si narra che Brahma, il Creatore, insegnò al saggio Bharata la scienza dell'arte scenica, affinché gli uomini raggiungessero la pienezza spirituale attraverso un metodo meno astratto di quello descritto nei Veda. Per secoli le Devadasi e le Mahari, sacerdotesse-danzatrici dedicate sin dall'infanzia ad una divinità, hanno contribuito al culto quotidiano poiché, secondo i testi sacri, nessun offerta, nessuna preghiera è più gradita agli dèi. Danza solista tra le più complesse, richiede lunghi anni di apprendimento di un disciplina rigorosa che alterna Grazia (Laasya) e Vigore (Tandava), concentrazione, resistenza fisica e un infallibile senso ritmico. Caratteristiche stilistiche sono: la precisione lineare dell'esecuzione, che determina nello spazio un sistema di triangoli, la fermezza del gesto e la sapiente costruzione geometrica che, analogamente e certe forme di Yoga, crea pose le cui linee costruttive hanno il centro nell'ombelico del danzatore. L'esecuzione alterna brani di danza pura, senza interventi mimici, e brani di abhinaya, danze pantomimiche che elaborano testi poetici e mitologici. I mudra (più propriamente hasta) con cui si esprime il danzatore possono essere imitativi, evocativi o puramente simbolici e vengono chiamati Divya-Kriya, "azioni divine", essendo la Danza assimilabile ad alcune forme di Yoga. La Danza Classica dell'India rappresenta oggi sulle scene mondiali un complesso repertorio in cui l’arte coreutica, la statuaria, la musica, la poesia, trovano la loro unicità in una sapiente composizione matematico-geometrica che offre il corpo del danzatore come sacrificio e dono agli dèi. (testo a cura di Marialuisa Sales).