Teatro-Danza Indiano e Iraniano │ Marialuisa Sales e Aram Ghasemy

Le Associazioni Culturali
VIDYĀ – ARTI E CULTURE DELL’ASIA
ORCHÈSTES DANZA
TARMEH
In collaborazione con LA CASA DI ALESSANDRA
presentano

"SERPENTHA"
Sette storie di donne ispirate alla letteratura classica e popolare dell’Iran e dell’India
Teatro-Danza con ARAM GHASEMY e MARIALUISA SALES
Sabato 11 gennaio 2014 h 20:00

nell’ambito del progetto
ASIA – Suoni, Immagini, Arti
con la direzione artistica di:
Serena Autiero – Grazia Gentili – Marialuisa Sales

presso LA CASA DI ALESSANDRA
Via Emanuele Gianturco 39 - San Giorgio a Cremano (NA)

"SERPENTHA" 
spettacolo presso Museo Preistorico Etnografico Luigi PigoriniSette storie di donne ispirate alla letteratura classica e popolare dell’Iran e dell’India. I Sette Mondi dell’Amore secondo il sufismo vengono attraversati dall’Esploratrice, dall’Avida, dalla Prigioniera, dalla Conforme, dalla Sicura, dalla Superiore e dalla Soddisfatta, senza nessun conflitto tra Spirito e Materia. Il linguaggio del cantastorie iraniano (Naghal) e le eroine (Nayikas) del teatro-danza classico indiano sono decontestualizzati ed utilizzati come linguaggio universale, ove l’Antico si rivela essere il sempre-moderno, nelle domande e risposte che maschile e femminile si porranno in eterno.
Progetto vincitore del concorso “IDEE MIGRANTI” della mostra [S]oggetti migranti del Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico “Luigi Pigorini” nel 2013; presentata in anteprima nel 2012 presso la Biblioteca Indologica Bhaktivedanta di Roma, la performance esplora i linguaggi classici in un'ottica contemporanea: canto, danza, dialogo, videoproiezione e testo interagiscono sinergicamente per condurre il "tradizionale"
in un "non-luogo" e "non-tempo".
VIDEO     FOTO

L’evento è inserito nelle attività a sostegno della scuola Children of the Universe di Kathmandu (Nepal) che ospita bambini rifugiati tibetani e nepalesi. L’Associazione culturale Vidyā- Arti e Culture dell'Asia è impegnata da anni per far pervenire aiuti concreti agli studenti nepalesi. Non si immagina, però, un aiuto “a senso unico”. In questa deprivazione materiale, i ragazzi sono, comunque, portatori di un patrimonio umano e culturale prodotto anche dalla loro condizione e dalle forti esperienze che vivono. La divulgazione e la partecipazione a queste esperienze permette l’avvicinarsi in maniera reale a mondi e culture diverse dalle proprie, e fa comprendere appieno l’importanza e il significato della solidarietà, contribuendo a formare la visione di un mondo interculturale.