Danza Bharata Natyam e Teatro-Danza Iraniano


""SERPENTHA" 
Marialuisa Sales e Aram Ghasemy
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MUSEO NAZIONALE PREISTORICO ED ETNOGRAFICO "LUIGI PIGORINI"  di ROMA
performance nell'ambito della sezione "Idee Migranti" - mostra Soggetti Migranti 
 Sala Conferenze - 2 marzo 2013

BIBLIOTECA INDOLOGICA BHAKTIVEDANTA di ROMA
nell'ambito del progetto "Cerchio Sacro"
 11 novembre 2012

La performance di Teatro-Danza "Serpentha" nasce nell'estate del 2012 dall'incontro di della regista iraniana Aram Ghasemy e della danzatrice di Danza Classica dell'India Marialuisa Sales. Il confronto dei contenuti sapienziali delle due grandissime culture le conduce ad individuare una linea comune che si snoda ("Serpentha") tra le modalità di "ascesi" del sufismo iraniano e la metafisica delle otto Nāyikās (eroine) dei brani pantomimici delle danze classiche dell'India, ove il rapporto tra l'anima e il divino viene rappresentato da otto stati d'amore terreno. "Serpentha", presentato in anteprima nell'ambito del progetto "Cerchio Sacro" presso la Biblioteca Indologica Bhaktivedanta di Roma, è stato poi selezionato dal Museo Nazionale preistorico ed Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma nell'ambito del concorso Idee Migranti, in concomitanza con la mostra Soggetti Migranti.  Progetto in collaborazione con Vidya Arti e Culture dell'Asia.
Sette storie di donne ispirate alla letteratura classica e popolare dell’Iran e dell’India. I Sette Mondi dell’Amore secondo il sufismo vengono attraversati dall’Esploratrice, dall’Avida, dalla Prigioniera, dalla Conforme, dalla Sicura, dalla Superiore e dalla Soddisfatta, senza nessun conflitto tra Spirito e Materia. Il linguaggio del cantastorie iraniano (Naghal) e le eroine (Nāyikās) del teatro-danza classico indiano sono decontestualizzati ed utilizzati come un linguaggio universale, ove l’Antico si rivela essere il sempre-moderno, nelle domande e risposte che maschile e femminile si porranno in eterno.

SCENA 1.  L’ESPLORATRICE (TALKHUN)
La storia di Talkhun, ispirata ad un racconto popolare dell’Azerbajan, è dello scrittore iraniano Samad Behrangi (1939-1967). La protagonista, alla ricerca di un Cuore, è il simbolo della purezza dell’Amore disinteressato, contrariamente alle sue sorelle, mosse solo da desideri materiali.

SCENA 2.  L’AVIDA
Un brano pantomimico di danza classica indiana Bharatanatyam sviluppa il tema delle promesse mancate dell’Amato. La Nāyikās rappresentata viene denominata Khandita, colei che è in lite con l’Amato. Ella ricorda nella solitudine della sua stanza le promesse mancate del suo amante, che l’hanno resa ridicola agli occhi di tutti. Si disfa dei gioielli donatole dal patron e, benché lui si ripresenti,  lo invita a lasciare la casa. (composizione: javali; lingua: telegu).

SCENA 3. LA PRIGIONIERA
Il canto riprende una poesia Saadi (1184-1291). La protagonista tenta di resistere alla passione ma cede dinanzi al vero Amore, tradendo il suo voto, frutto dell’Ego.

SCENA 4.  LA CONFORME
La storia di Zahhak è tratta dal Libro dei Re di Ferdowsi (935-1020). Zahhak è un re crudele condannato per la sua avidità a vivere con due serpenti sulle spalle. Sharnaz e Arnavaz, conquistate da Zahhak insieme al regno del loro fratello Jamshid, si adeguano a vivere con lui e con i suoi serpenti.

SCENA 5. LA SICURA
In questo brano la Nāyikās Abhisarika, Colei che si prepara all’incontro con l’Amato, lo invita a recarsi insieme nel Giardino d’Amore. Tema ricorrente nella poetica iraniana ed indiana, l’incontro nel Giardino Ideale rappresenta simbolicamente il ritorno della mente allo stato primordiale, ove i dualismi possono congiungersi. La Nāyikās non si preoccupa delle incertezze dell’Amato; se ne fa gioco in un bagno nel fiume Yamuna e lo invita ad ascoltare il canto degli uccelli che invitano, essi stessi, alla loro Unione.  (composizione: padam; lingua: hindi).

SCENA 6: LA SUPERIORE
Il dialogo di questa Nāyikās è tratto da un brano classico della tradizione tamil delle cortigiane. L’eroina riceve a casa un’amica che tenta, in ogni modo, di suscitare la sua gelosia e la sua invidia rammentandole i tradimenti del patron. Ella si dimostra però superiore alle maldicenze della sua ospite, rifugiandosi nella certezza della Bhakti.

SCENA 7.  LA SODDISFATTA
Una poesia di Baba Taher (? – 1019), poeta popolare e Sufi di Hamedan, che spiega il senso di appagamento che l’Amore vero può dare, inteso come uno degli stadi dell’ascesi sufi.

EPILOGO:  ogni uomo ha una risposta.....


Aram Ghasemy è nata in Iran nel 1975. el 1997 si è laureata presso la Facoltà di Teatro dell’Università di Arte e di Architettura di Teheran. Nel 2002 si è diplomata come attrice presso l’Accademia di Recitazione Amin Tarokh/Film Acting Studio, Teheran. Dal 2004 al 2007 ha frequentato la scuola della danzatrice Hayedeh Kishipour a Tehran. Nel 2008 ha frequentato il corso di teatro-danza di Erica Giovannini. Attualmente e' iscritta al corso di laurea specialistica in Nuove Tecnologie dell'Arte presso l'Accademia di Belle Arti di Brera.
Dal 1995 lavora in teatro, cinema e televisione come attrice, scenografa e doppiatrice. Dal 2000 è autrice e regista teatrale e ha fondato la compagnia Tarmeh (La Veranda Luminosa), nella quale insegna teatro anche ad attori diversamente abili.Nel 1997 ha esposto le sue maschere teatrali al Saad Abad Palace di Teheran, e nel 1999 ha esposto le sue maschere artistiche all’Atbin Gallery di Teheran. Ha collaborato con artisti importanti come Daryoosh Mehrjooei, Amin Tarokh, Behruz Baghaei, Hosein Panahi, Mohamad Reza Sharifi Nia, Mesud  Keramati, Ali Omrani, Shahla Riahi, Parastoo Golestani, Mahtab Keramati, Shahin Alizade, Mohammad Alami…
Nel 1994 premio come miglior poetessa al Festival della Letteratura dell’Azerbaijan. Nel 2000 premio per la migliore scenografia al Festival di Teatro di Teheran. Nel 2001 premio per i migliori costumi al Festival di Teatro di Teheran. Nel 2002 premio per la migliore regia al Festival Internazionale Mehraien a Teheran. Nel 2006 premio con la compagnia Yas Tamam No al Festival Internazionale del Teatro di Figura a Praga. Dal 2007 si è trasferita in Italia, dove ha interpretato e diretto gli spettacoli “Mela Rossa Lupo Nero” e “il Potere di Zahhak”, “Il Giorno Prima”, “Kaka Siah Sbarca a...” andati in scena in Italia, Germania e Finlandia. Dal 2010 insegna Danza Persiana a Milano. Dal 2010 recita nello spettacolo di Paola Mandel “Le Vie dei Racconti”, e in altre produzioni italiane… www.aramghasemy.wordpress.com       compagniateatraletarmeh@gmail.com

Prof.ssa MARIALUISA SALES    http://www.danzaroma.org/
Danzatrice di formazione classica, ricercatrice, è depositaria del repertorio della grande danzatrice classica indiana Yamini Krishnamurti e della Guru B. Avireddy. Ha danzato nei maggiori musei italiani e all’ Opera nazionale di Bucarest con opere di teatro-danza ispirate a miti dell’area indo-iranica. E’ membro dell’A.D.A. (Associazione Nazionale Danze Antiche);  è diplomata presso la Formazione Triennale di Movimento Creativo, metodo Garcia-Plevin, è stata Membro del Consiglio Internazionale della Danza (C.I.D.) dell’UNESCO dal 2006 al 2011 ed è stata docente nei corsi di danza di presso il CUS dell'Università degli Studi di Roma “La Sapienza (A.A. 2002-2007) e presso la FAO di Roma (2001-2003).