Teatro-Danza Indiano │ Associazione Culturale Orchestés

"BHAMAKALAPAM"
(“Il litigio di Satyabhama”)
Opera di teatro-danza tradizionale in stile Kuchipudi 
in due atti e sei scene del Maestro Siddhendra Yogi
REPLICHE PER: Teatro Greco di Roma, 2011 (estratto); Teatro dell'Angelo, Roma, 2010 (estratto); Biblioteca Indologica, Roma (versione integrale ed estratti), 2010 e 2012; Urbino, P.za della Repubblica (versione integrale), 2010 
INTERPRETI: Bharathi Avireddy (Madana, canto e Satyabhama II atto); Marzia Colitti (Satyabhama I atto); Marialuisa Sales (Madhavi); V. Meera (Il Signore Krishna)

Bhamakalapam” è forse il “kalapam” più famoso nel repertorio delle opere tradizionali presentate dai “bhagatavulu”, gli esperti attori-danzatori che avevano la loro residenza presso il piccolo villaggio di Kuchelapuram, o Kuchipudi (attuale Andhra Pradesh), dal quale questa forma d’arte prende nome. Attualmente, di questa ricca e raffinata versione orientale di teatro-danza, si presentano unicamente degli estratti danzati. Per la prima volta in Italia è stata presentata nel 2010 un’opera completa di danza, recitazione e canto. Siddhendra Yogi, l’autore di quest’opera, vissuto forse nel XIV sec., è considerato il padre fondatore di questa forma di teatro-danza, così com’è giunta fino ai nostri giorni, sebbene in precedenza già esistessero, in questa regione dell’India, delle forme di danza e di teatro dedicate prevalentemente alla figura del Dio Shiva. Con Siddhendra Yogi divenne invece popolare il culto legato al Dio Vishnu e alle sue incarnazioni, in particolare l’“avatar” di Krishna. Nei dialoghi e nella natura dei personaggi di questa forma di teatro-danza, vi sono molte affinità con la nostra Commedia dell’Arte.
COREOGRAFIE, ADATTAMENTI DI SCENA E TRADUZIONI DAL TELUGU:
Bharathi Avireddy: www.derindischetanz.de

I ATTO
Satyabhama, la bellissima e gelosa regina, nonché terza moglie del Signore Krishna, dopo una danza introduttiva (Bhama Pravesa Daruvu) in cui presenta se stessa, esprime il suo dolore per la separazione dall’amato sposo che si è allontanato da lei a causa di una sua affermazione avventata: infatti l’altezzosa, quanto innocente Bhama aveva dichiarato candidamente di essere lei la più bella tra i due. Madhavi, l’ancella-amica di Bhama, le promette di recarsi dal Signore Krishna con una lettera in cui Satyabhama prega l’amato di tornare da lei. Madhavi si mette in cammino in cerca di Krishna. 

II ATTO
Madhavi raggiunge Krishna e gli porge la lettera. Il Dio la legge e tutti e due si recano da Satyabhama. Madhavi annuncia a Bhama che il Signore Krishna è arrivato, ma lei, arrabbiata per il tempo che è rimasto lontano senza dare notizie di sé, non vuole accoglierlo. Bhama gli dice sarcasticamente di tornare da Rukmini, la seconda moglie, con la quale sospetta abbia passato tutto questo tempo. A tutti i giuramenti di Krishna, tra cui quello di ingoiare il fuoco, Bhama risponde che, giacché è il Signore Supremo di tutto, compresi gli elementi come il fuoco, le sue parole lasciano il tempo che trovano. Esasperato, il Dio Krishna fa per andarsene, ma Madhavi riesce saggiamente a convincere Satyabhama a chiedergli scusa e i due si riconciliano. L’opera si chiude con una “puja” cioè con una cerimonia d’offerta di fiori, del “kasturi”, la pasta profumata applicata sulla fronte del Dio e l’”arti”, i cerchi fatti con la fiamma attorno a Krishna in segno di devozione.